Dubito

Renato Zero

ci tramandiamo le nostre sfortune, le lune.
Nati e ignorati, pirati se vuoi,
noi senza miti ne santi con noi,
noi belli dentro noi comunque contro,
noi che cadiamo e ci rialziamo, subito.
Ci siamo persi in immense pianure.
Nude nel vento le nostre paure.
Forte e la rabbia se un?anima e sola?
Non vola.
Addormentati nel buio del cuore,
dove il dolore non fa piu rumore.
Svegliati adesso, dai sveglia l?amore
Che nessun?altro lo puo fare?
Dubito, che tu potrai capirci, dubito,
che potrai digerirci, dubito.
Che il tuo veleno e dolce, dubito.
Non e questione di pelle,
non e l?abito.
Noi figli di un momento atomico.
Strano miscuglio biologico.
Un caso clinico.
Siamo l?opposto, di quello che sei.
Noi, una risposta che non giunge mai? Logico. Logico!
Noi un dettaglio di questo pianeta
Noi che non ci compra nessuna moneta
Noi naviganti, randagi, ambulanti, cosi invadenti.
Che ci ammaliamo di sogni e di vita,
noi con lo zucchero sopra le dita.
Che se rubiamo non ci nascondiamo.
Che quando amiamo ci inabissiamo.
Dubito che subiremo il buio, dubito.
Che ti faremo ancora credito,
se il cielo non ritorna limpido.
La nostra pazienza e a un punto critico.
Vogliamo riprovare il brivido.
Noi la miscela la spinta l?idea
Il pane e la poesia.
Nei calendari processioni e cortei
Stanchi di essere
Ombre di eroi. Dubito.
(parlato)
Izvajalec: Renato Zero